Sirene, in-canto a tre voci
Spettacolo teatrale con canto e drammaturgia sonora
Ci sono storie che conosciamo da sempre, ma che forse abbiamo ascoltato da una sola parte.
Sirene – Ritratti a tre voci torna al mito di Ulisse per aprire uno spazio diverso: quello delle voci femminili rimaste ai margini del racconto, evocate, desiderate, amate, tradite o abbandonate.
Le Sirene, Penelope, Nausicaa e Circe non sono semplici presenze del viaggio dell’eroe. In questo spettacolo diventano corpi, parole, canto, memoria. Figure potenti e fragili insieme, capaci di rivelare ciò che Ulisse non ha voluto, o forse non ha saputo, ascoltare.
Un altro racconto del mito
Al centro della scena c’è Ulisse, ma Ulisse non compare mai. È continuamente evocato, chiamato, interrogato. A parlare sono le donne che lo hanno incontrato e che, attraverso di lui, raccontano anche il desiderio, la nostalgia, l’amore, l’abbandono, la solitudine e la forza dei legami.
Le Sirene promettevano verità e conoscenza, ma nessuno ha mai saputo davvero quale fosse quella conoscenza. Qui il mistero si apre in un’altra direzione: non più il canto come pericolo da evitare, ma come possibilità di ascolto. Non più il mito raccontato solo dall’eroe, ma la storia vista da altri occhi.
Parola, canto e paesaggio sonoro
Nella voluta essenzialità dell’impianto scenico, Sirene – Ritratti a tre voci affida la propria forza alla parola, alla voce, al canto e alla drammaturgia sonora. Le parole sussurrate, ripetute, spezzate o gridate si intrecciano a melodie e suggestioni sonore che evocano il vento, il mare, il desiderio, la perdita e i movimenti profondi dell’animo.
Lo spettatore viene accompagnato su uno scoglio simbolico, sospeso tra memoria e incanto, dove il mito diventa materia viva e le figure femminili acquistano una presenza nuova: non muse silenziose, non tentazioni da superare, ma donne che chiedono di essere viste, ascoltate, amate.
Grazie a un sistema audio quadrifonico che elabora e spazializza in tempo reale le voci delle interpreti, lo spettatore avrà la sensazione di essere avvolto dalle parole, dai sussurri, dai respiri e dal canto, come se fosse fisicamente sul magico scoglio insieme alle Sirene.
Uno spettacolo sul femminile, sull’ascolto e sui legami
Attraverso il linguaggio del mito, lo spettacolo parla anche al presente. Racconta la necessità di ascoltare l’altro, di riconoscere la complessità dei legami, di interrogare gli archetipi femminili che ancora abitano il nostro immaginario.
Le Sirene non sono solo creature del pericolo e della seduzione. Sono memoria, conoscenza, trasformazione. Sono la voce di ciò che resta quando una storia viene raccontata da chi, per troppo tempo, è stato lasciato ai margini.
Adatto a
Lo spettacolo è adatto a teatri, biblioteche, festival, rassegne dedicate al mito, alla letteratura, al femminile, alla parola scenica e alla musica, ma anche a contesti culturali che desiderano proporre una riflessione elegante e intensa sul rapporto tra mito, desiderio, identità e ascolto.
| Progetto: LCZ – Laquidara / Carlesso / Zago |
| Con: Stefania Carlesso, Patrizia Laquidara, Anna Zago |
| Testo e regia: Anna Zago |
| Composizione e drammaturgia sonora: Patrizia Laquidara |
| Live sound design: Edoardo Piccolo |
| Studio di registrazione: Basement Studio |
| Produzione: Theama Teatro |
| 8 marzo: Festa della Donna |
| 25 novembre: Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne |
| 27 marzo: Giornata mondiale del teatro |
| 23 aprile: Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore |
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