Superficie in R4 è una performance poetica contemporanea di e con Irene Curto, un lavoro visionario e intenso che attraversa i temi dell’identità, della coscienza, del corpo e della libertà di espressione.
Ispirato all’idea della “superficie in R4”, cioè quello spazio ideale in cui si progettano gli oggetti in quarta dimensione, lo spettacolo trasforma un’intuizione fisico-matematica in una domanda profondamente umana: che cos’è davvero l’identità?
Tra poesia scenica, flusso di coscienza, immagini, suono e presenza performativa, Superficie in R4 accompagna il pubblico dentro una giornata solo apparentemente ordinaria, in cui la protagonista attraversa paure, fragilità, condizionamenti, desideri, ferite e improvvise aperture di senso, fino a sfiorare una possibilità di trascendenza.
Uno spettacolo tra performance, poesia e visione
Superficie in R4 non segue una forma narrativa tradizionale. È una scrittura scenica libera, stratificata, pulsante, che unisce parola poetica, frammenti lirici, scene quotidiane, ironia, tensione emotiva, video e musica in un unico flusso espressivo. La sua struttura, coerente con il tema che indaga, rifiuta i percorsi lineari e preferisce attraversare salti, scarti, apparizioni, trasformazioni.
Ne nasce una performance che va oltre i generi preconfezionati e che trova la propria forza proprio nella sua natura ibrida: un incontro fra teatro contemporaneo, poesia performativa, concerto trasformista e installazione visiva.
Di cosa parla Superficie in R4
La protagonista si muove dentro una realtà quotidiana che la mette continuamente alla prova: il lavoro, il giudizio degli altri, il corpo, l’amore, la famiglia, il bisogno di appartenenza, il timore di non corrispondere alle aspettative. Ma dentro questa materia concreta e feriale si apre uno spazio ulteriore, in cui la coscienza sembra espandersi e la percezione del reale cambia forma.
Lo spettacolo racconta così un processo di costruzione e decostruzione dell’identità: una ricerca intensa, a tratti dolorosa, che si confronta con i limiti imposti e autoimposti, per arrivare infine a un’affermazione radicale dell’unicità.
In questa traiettoria, Superficie in R4 diventa un inno al diritto di esistere, di prendere spazio, di non ridursi a una forma già prevista. Un invito a lasciar emergere ciò che in noi è irriducibile, profondo, non addomesticato.
Temi dello spettacolo
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identità e trasformazione
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corpo, percezione e coscienza
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libertà di espressione
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fragilità e resistenza
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trascendenza e quotidianità
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unicità e convenzioni sociali
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sguardo trans-femminista sul sé e sul mondo
Un linguaggio scenico originale
La messa in scena prevede l’intreccio tra presenza dal vivo, materiali video e una forte dimensione visiva e sonora. Il risultato è una scena mobile, fluida, multidimensionale, capace di restituire la complessità dell’esperienza interiore della protagonista.
Superficie in R4 è uno spettacolo adatto a rassegne di teatro contemporaneo, festival di poesia e performance, progetti dedicati ai linguaggi della scena, percorsi culturali sui temi dell’identità, della ricerca interiore, del femminile e delle nuove drammaturgie.
Perché proporre Superficie in R4
Perché è uno spettacolo contemporaneo, coraggioso e fuori formato, capace di parlare in modo originale di identità, disagio, desiderio di senso e libertà.
Perché unisce scrittura poetica, presenza scenica, tensione performativa e ricerca visiva.
Perché offre al pubblico un’esperienza intensa e non convenzionale, in grado di generare riflessione, riconoscimento e dialogo.
Un poemetto scenico che pulsa, devia, interroga e afferma il diritto all’esistenza, all’unicità, alla libertà di essere.
| Spettacolo di e con: Irene Curto |
| Composizione scenica: Federica Garavaglia |
| Musiche: Max Tigre |
| Video: Federica Garavaglia |
| Regia tecnica e disegno luci: Matteo Mancini |
| Direzione d’attore: Federica Garavaglia |
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