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SUMMARY:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT | Sover (TN) | 16/10/26
DESCRIPTION:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT\nRacconto per voce e immagini\nDi e con Stefania Carlesso \nTina Merlin. La donna del Vajont è uno spettacolo di forte intensità civile ed emotiva che riporta al centro dell’attenzione una figura straordinaria del Novecento italiano: la giornalista e scrittrice che denunciò più volte il pericolo rappresentato dalla diga del Vajont\, senza essere ascoltata. \nIl racconto prende avvio da una coincidenza simbolica e potentissima: nel 1926\, mentre l’ingegner Carlo Semenza entra nella fase progettuale della diga del Vajont\, nasce a Trichiana\, in provincia di Belluno\, Tina Merlin. Da qui si sviluppa una narrazione per voce e immagini che ricostruisce le tappe salienti della vicenda del Vajont partendo però da uno sguardo preciso: quello di una donna libera\, coraggiosa\, ostinata nella ricerca della verità. \nUno spettacolo su Tina Merlin\, donna coraggiosa e giornalista scomoda\nTina Merlin non è stata soltanto una testimone. È stata una voce fuori dal coro\, una presenza lucida e determinata\, capace di leggere i segnali del pericolo quando ancora molti sceglievano di non vedere. In un contesto segnato da potere\, silenzi\, interessi economici e disuguaglianze\, la sua figura emerge come esempio di rigore morale\, responsabilità civile ed emancipazione femminile. \nLo spettacolo restituisce tutta la forza di questa donna “contro”: nata in una famiglia contadina\, cresciuta tra fatica e pregiudizio\, staffetta partigiana e poi giornalista\, Tina Merlin incarna un percorso di riscatto umano e culturale che ancora oggi parla al presente. \nIl Vajont come memoria viva e monito civile\nQuella del Vajont non è una pagina chiusa della storia italiana. È una vicenda che continua a interrogarci\, perché mette in relazione territorio\, potere\, profitto\, responsabilità pubblica e verità negata. \nTina Merlin. La donna del Vajont non si limita a ricordare una tragedia: invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo e natura\, sul prezzo dell’arroganza\, sul valore della libertà di stampa e sul coraggio di chi sceglie di dire la verità anche quando farlo è scomodo. \nNe nasce uno spettacolo intenso\, adatto a rassegne di teatro civile\, percorsi sulla memoria\, iniziative dedicate al giornalismo\, alla cittadinanza attiva e alle figure femminili del Novecento. \nPerché proporre questo spettacolo\nQuesto spettacolo è una proposta culturale di grande valore per Comuni\, biblioteche\, scuole\, associazioni\, teatri e festival che desiderano offrire al pubblico un evento capace di unire qualità artistica\, profondità storica e forte attualità. \nParlare oggi di Tina Merlin significa riportare al centro temi essenziali: il ruolo dell’informazione\, la responsabilità delle istituzioni\, la tutela del territorio\, il coraggio femminile\, la memoria come strumento di consapevolezza. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLeggi il mio articolo su Tina Merlin:\n\nPerché raccontare Tina Merlin oggi?
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SUMMARY:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT | Susegana (TV) | 17/10/26
DESCRIPTION:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT\nRacconto per voce e immagini\nDi e con Stefania Carlesso \nTina Merlin. La donna del Vajont è uno spettacolo di forte intensità civile ed emotiva che riporta al centro dell’attenzione una figura straordinaria del Novecento italiano: la giornalista e scrittrice che denunciò più volte il pericolo rappresentato dalla diga del Vajont\, senza essere ascoltata. \nIl racconto prende avvio da una coincidenza simbolica e potentissima: nel 1926\, mentre l’ingegner Carlo Semenza entra nella fase progettuale della diga del Vajont\, nasce a Trichiana\, in provincia di Belluno\, Tina Merlin. Da qui si sviluppa una narrazione per voce e immagini che ricostruisce le tappe salienti della vicenda del Vajont partendo però da uno sguardo preciso: quello di una donna libera\, coraggiosa\, ostinata nella ricerca della verità. \nUno spettacolo su Tina Merlin\, donna coraggiosa e giornalista scomoda\nTina Merlin non è stata soltanto una testimone. È stata una voce fuori dal coro\, una presenza lucida e determinata\, capace di leggere i segnali del pericolo quando ancora molti sceglievano di non vedere. In un contesto segnato da potere\, silenzi\, interessi economici e disuguaglianze\, la sua figura emerge come esempio di rigore morale\, responsabilità civile ed emancipazione femminile. \nLo spettacolo restituisce tutta la forza di questa donna “contro”: nata in una famiglia contadina\, cresciuta tra fatica e pregiudizio\, staffetta partigiana e poi giornalista\, Tina Merlin incarna un percorso di riscatto umano e culturale che ancora oggi parla al presente. \nIl Vajont come memoria viva e monito civile\nQuella del Vajont non è una pagina chiusa della storia italiana. È una vicenda che continua a interrogarci\, perché mette in relazione territorio\, potere\, profitto\, responsabilità pubblica e verità negata. \nTina Merlin. La donna del Vajont non si limita a ricordare una tragedia: invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo e natura\, sul prezzo dell’arroganza\, sul valore della libertà di stampa e sul coraggio di chi sceglie di dire la verità anche quando farlo è scomodo. \nNe nasce uno spettacolo intenso\, adatto a rassegne di teatro civile\, percorsi sulla memoria\, iniziative dedicate al giornalismo\, alla cittadinanza attiva e alle figure femminili del Novecento. \nPerché proporre questo spettacolo\nQuesto spettacolo è una proposta culturale di grande valore per Comuni\, biblioteche\, scuole\, associazioni\, teatri e festival che desiderano offrire al pubblico un evento capace di unire qualità artistica\, profondità storica e forte attualità. \nParlare oggi di Tina Merlin significa riportare al centro temi essenziali: il ruolo dell’informazione\, la responsabilità delle istituzioni\, la tutela del territorio\, il coraggio femminile\, la memoria come strumento di consapevolezza. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLeggi il mio articolo su Tina Merlin:\n\nPerché raccontare Tina Merlin oggi?
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SUMMARY:NON HO PAURA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE | Chirignago-Zelarino (VE) | 24/10/26
DESCRIPTION:Non ho paura dell’intelligenza artificiale a Quinto di Treviso\nNon ho paura dell’intelligenza artificiale è uno spettacolo scritto e interpretato da Carlo Colombo\, dedicato al rapporto tra esseri umani\, macchine e nuove tecnologie. \n“Scambierei tutti i miei codici per un briciolo di stupidità.” Da questa frase\, attribuita all’intelligenza artificiale dopo le domande dell’autore\, nasce un percorso teatrale ironico e riflessivo. \nCarlo Colombo guarda all’intelligenza artificiale con lo sguardo di chi ha attraversato con entusiasmo cinquant’anni di rapidissima evoluzione tecnologica. \nIl racconto intreccia storia del computer\, confronto tra capacità umane e capacità delle macchine\, musica\, canzoni\, narrazione e coinvolgimento del pubblico. \nUno spettacolo tra tecnologia\, ironia e futuro\nNon ho paura dell’intelligenza artificiale accompagna il pubblico in un viaggio accessibile e confidenziale dentro un tema oggi centrale. \nLa tecnologia non viene raccontata come una minaccia astratta\, ma come una trasformazione che riguarda il nostro modo di vivere\, pensare\, ricordare e immaginare il futuro. \nDurante lo spettacolo\, Carlo Colombo si accompagna con pianoforte\, piano elettrico e sintetizzatore analogico\, evocando anche le atmosfere dei film di fantascienza della sua infanzia. \nUna proposta pensata per chi desidera esplorare il lato umano di un futuro sempre più tecnologico\, senza rinunciare all’ironia\, alla memoria e alla curiosità. \n\n\nPrenotazioni 041 5441839 – WhatsApp o SMS 320 7598946\nIngresso € 10\,0
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LOCATION:Cafè Sconcerto SALA TEATRO\, Via Santa Margarita\, 7/A\, Chirignago-Zelarino\, 30174\, VE
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DESCRIPTION:Non ho paura dell’intelligenza artificiale a Quinto di Treviso\nNon ho paura dell’intelligenza artificiale è uno spettacolo scritto e interpretato da Carlo Colombo\, dedicato al rapporto tra esseri umani\, macchine e nuove tecnologie. \n“Scambierei tutti i miei codici per un briciolo di stupidità.” Da questa frase\, attribuita all’intelligenza artificiale dopo le domande dell’autore\, nasce un percorso teatrale ironico e riflessivo. \nCarlo Colombo guarda all’intelligenza artificiale con lo sguardo di chi ha attraversato con entusiasmo cinquant’anni di rapidissima evoluzione tecnologica. \nIl racconto intreccia storia del computer\, confronto tra capacità umane e capacità delle macchine\, musica\, canzoni\, narrazione e coinvolgimento del pubblico. \nUno spettacolo tra tecnologia\, ironia e futuro\nNon ho paura dell’intelligenza artificiale accompagna il pubblico in un viaggio accessibile e confidenziale dentro un tema oggi centrale. \nLa tecnologia non viene raccontata come una minaccia astratta\, ma come una trasformazione che riguarda il nostro modo di vivere\, pensare\, ricordare e immaginare il futuro. \nDurante lo spettacolo\, Carlo Colombo si accompagna con pianoforte\, piano elettrico e sintetizzatore analogico\, evocando anche le atmosfere dei film di fantascienza della sua infanzia. \nUna proposta pensata per chi desidera esplorare il lato umano di un futuro sempre più tecnologico\, senza rinunciare all’ironia\, alla memoria e alla curiosità. \n \nPrenotazioni 041 5441839 – WhatsApp o SMS 320 7598946\nIngresso € 10\,0
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SUMMARY:QUANTO DURA UN SECONDO? | Porto Tolle (RO) | 26/10/26 * evento privato
DESCRIPTION:Quanto può cambiare la vita in un solo secondo? \nLunedì 26 ottobre 2026 a Porto Tolle (RO) va in scena QUANTO DURA UN SECONDO?\, uno spettacolo sulla sicurezza sul lavoro che affronta il tema della prevenzione attraverso teatro\, racconto\, ironia e coinvolgimento del pubblico. \nQuanto dura un secondo? A Porto Tolle\nUn secondo è il tempo che intercorre tra un tic e un tac. Un tempo apparentemente insignificante\, nel quale però una vita può cambiare per sempre. \nDa questa semplice domanda nasce uno spettacolo che porta in scena un tema che riguarda tutti: la sicurezza nei luoghi di lavoro. \nIl racconto prende avvio anche dalla storia di Luana D’Orazio\, la giovane operaia morta nel 2021 in una fabbrica tessile a Montemurlo\, per allargare poi lo sguardo alla prevenzione\, alla responsabilità e ai comportamenti quotidiani. \nTeatro e ironia per parlare di sicurezza sul lavoro\nQUANTO DURA UN SECONDO? non è una lezione tecnica e non sostituisce la formazione obbligatoria sulla sicurezza. \nIl teatro diventa invece uno strumento per avvicinare il pubblico al tema in modo immediato. Parola\, gesto e ironia trasformano concetti e numeri in un’esperienza condivisa\, capace di parlare alle emozioni oltre che alla ragione. \nL’obiettivo è stimolare una riflessione sulla cultura della sicurezza e della prevenzione\, lasciando immagini e pensieri che possano continuare a lavorare anche dopo la fine dello spettacolo.
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SUMMARY:CEMENTO/ARMATO | Cusano Milanino (MI) | 05/11/26 * replica scolastica
DESCRIPTION:CEMENTO/ARMATO a Cusano Milanino\nCEMENTO/ARMATO è uno spettacolo di e con Samuele Ferri\, ispirato a fatti realmente accaduti e alla storia di Luca Zago. \nQuesta replica scolastica porta agli studenti un racconto diretto e umano\, capace di affrontare temi importanti come legalità\, responsabilità\, amicizia\, colpa e conseguenze delle proprie scelte. \nAl centro della vicenda ci sono traffici d’auto\, soldi facili\, amicizie fraterne e decisioni senza ritorno\, in un’Italia tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. \nÈ una storia attraversata dal rischio\, dall’eccesso e dall’illusione del denaro come unica misura del successo. \nMa ogni scelta lascia un segno. E quella corsa\, vissuta come adrenalina e libertà\, porta con sé un prezzo altissimo. \nUna replica scolastica di teatro civile\nCEMENTO/ARMATO attraversa una vicenda dura e reale senza cercare facili giudizi. \nIl racconto parla di amicizia\, rimpianto\, legalità e responsabilità\, dando voce a una vita segnata dall’eccesso e dalla necessità di essere ascoltata senza pregiudizi. \nPer il pubblico scolastico\, lo spettacolo diventa un’occasione di riflessione sul confine sottile tra libertà\, rischio e conseguenze. \nUna proposta di teatro civile adatta a percorsi educativi dedicati alla legalità\, alla crescita personale\, alla consapevolezza e alla responsabilità individuale.
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LOCATION:Teatro Giovanni XXIII\, Viale Giacomo Matteotti\, 57\, Cusano Milanino\, MI\, 20095
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DESCRIPTION:CEMENTO/ARMATO a Cusano Milanino\nCEMENTO/ARMATO è uno spettacolo di e con Samuele Ferri\, ispirato a fatti realmente accaduti e alla storia di Luca Zago. \nQuesta replica scolastica porta agli studenti un racconto diretto e umano\, capace di affrontare temi importanti come legalità\, responsabilità\, amicizia\, colpa e conseguenze delle proprie scelte. \nAl centro della vicenda ci sono traffici d’auto\, soldi facili\, amicizie fraterne e decisioni senza ritorno\, in un’Italia tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. \nÈ una storia attraversata dal rischio\, dall’eccesso e dall’illusione del denaro come unica misura del successo. \nMa ogni scelta lascia un segno. E quella corsa\, vissuta come adrenalina e libertà\, porta con sé un prezzo altissimo. \nUna replica scolastica di teatro civile\nCEMENTO/ARMATO attraversa una vicenda dura e reale senza cercare facili giudizi. \nIl racconto parla di amicizia\, rimpianto\, legalità e responsabilità\, dando voce a una vita segnata dall’eccesso e dalla necessità di essere ascoltata senza pregiudizi. \nPer il pubblico scolastico\, lo spettacolo diventa un’occasione di riflessione sul confine sottile tra libertà\, rischio e conseguenze. \nUna proposta di teatro civile adatta a percorsi educativi dedicati alla legalità\, alla crescita personale\, alla consapevolezza e alla responsabilità individuale.
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SUMMARY:NON HO PAURA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE | Quinto di Treviso (TV) | 07/11/26
DESCRIPTION:Non ho paura dell’intelligenza artificiale a Quinto di Treviso\nNon ho paura dell’intelligenza artificiale è uno spettacolo scritto e interpretato da Carlo Colombo\, dedicato al rapporto tra esseri umani\, macchine e nuove tecnologie. \n“Scambierei tutti i miei codici per un briciolo di stupidità.” Da questa frase\, attribuita all’intelligenza artificiale dopo le domande dell’autore\, nasce un percorso teatrale ironico e riflessivo. \nCarlo Colombo guarda all’intelligenza artificiale con lo sguardo di chi ha attraversato con entusiasmo cinquant’anni di rapidissima evoluzione tecnologica. \nIl racconto intreccia storia del computer\, confronto tra capacità umane e capacità delle macchine\, musica\, canzoni\, narrazione e coinvolgimento del pubblico. \nUno spettacolo tra tecnologia\, ironia e futuro\nNon ho paura dell’intelligenza artificiale accompagna il pubblico in un viaggio accessibile e confidenziale dentro un tema oggi centrale. \nLa tecnologia non viene raccontata come una minaccia astratta\, ma come una trasformazione che riguarda il nostro modo di vivere\, pensare\, ricordare e immaginare il futuro. \nDurante lo spettacolo\, Carlo Colombo si accompagna con pianoforte\, piano elettrico e sintetizzatore analogico\, evocando anche le atmosfere dei film di fantascienza della sua infanzia. \nUna proposta pensata per chi desidera esplorare il lato umano di un futuro sempre più tecnologico\, senza rinunciare all’ironia\, alla memoria e alla curiosità. \nLuogo: Salone Parrocchiale Quinto di Treviso\, Via Graziati 2\, Quinto di Treviso (TV)
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SUMMARY:544 Liberamente ispirato alla vicenda di cronaca di Franca Viola | Lacchiarella (MI) | 08/11/26
DESCRIPTION:544 – spettacolo teatrale\nSpettacolo teatrale 544 è un lavoro liberamente ispirato alla vicenda di Franca Viola\, la giovane siciliana che nel 1965 ebbe il coraggio di dire NO\, sfidando un contesto sociale in cui l’onore contava più della persona. \nIl titolo richiama l’Art. 544\, la norma che regolava il cosiddetto “matrimonio riparatore”: una legge che\, per decenni\, ha permesso di trasformare la violenza in un “danno da riparare”\, spostando la colpa sulla vittima e rendendo la donna un oggetto di giudizio pubblico. \n\nLa storia di Franca Viola\nNel dicembre del 1965 un gruppo di uomini irrompe in casa\, aggredisce la madre e rapisce Franca insieme al fratellino. Lui verrà rilasciato dopo due giorni; Franca resterà prigioniera per dieci giorni\, subendo violenza. \nQuello che per tradizione e per legge avrebbe dovuto chiudersi con un ricatto “normalizzato”\, diventa invece un punto di svolta: Franca\, sostenuta dal padre\, rifiuta il matrimonio riparatore e sceglie di denunciare. È una decisione controcorrente\, resa ancora più difficile dall’omertà e dall’isolamento\, perché spesso il silenzio protegge un sistema\, non la verità. \n\nPerché lo spettacolo teatrale 544 oggi\nSpettacolo teatrale 544 non è solo memoria: è una domanda sul presente. Quanto è davvero cambiato lo sguardo collettivo quando si parla di violenza? Quante volte\, anche oggi\, si sposta l’attenzione dalla responsabilità di chi commette un abuso alla vita di chi lo subisce? \n544 nasce per scuotere e aprire uno spazio di consapevolezza\, trasformando l’indignazione in attenzione\, linguaggio\, cultura. È un invito a riconoscere i segnali\, a sostenere chi è vittima di violenza\, a non lasciare sola nessuna persona nel momento in cui trova la forza di dire “no”. \n\n\n\n\nApprofondimento su Franca Viola\nSe vuoi conoscere meglio la vicenda storica che ha ispirato questo spettacolo\, puoi leggere anche l’articolo: \nFranca Viola: chi era e perché il suo no cambiò la storia
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SUMMARY:DALLE STELLE ALLE STALLE | Gorizia (GO) | 13/11/26
DESCRIPTION:Dalle Stelle alle Stalle\nReading musicale sul mondo rurale\nDalle Stelle alle Stalle è un affettuoso tributo\, in parole e musica\, al mondo rurale di un tempo: ai borghi che ne erano il cuore e alle figure uniche che li animavano.\nUn viaggio evocativo nell’epoca in cui la vita era scandita dal cielo: a dare inizio al lavoro nei campi era l’apparizione di Venere\, la “Stella Boara”\, mentre la Luna ne governava i ritmi\, dettando i tempi di semina e raccolta. \nLo spettacolo è una galleria di personaggi indimenticabili\, resi con un mix di ironia e struggimento: dal sognatore Naneto Jobe che fantasticava di volare\, al tiraossi Cesco\,\ndall’avveduto casoin Ignazio al focoso Firmino. \nRievocando quel passato\, Dalle Stelle alle Stalle offre un’occasione per riflettere su ciò che abbiamo lasciato indietro – il tempo lento\, il legame con la natura\, la forza della comunità – e sul valore di una vita in sintonia con il cielo\, riscoperta preziosa anche per il nostro tempo frenetico.ale del mondo contadino.
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SUMMARY:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT | Castelnovo del Friuli (PN) | 14/11/26
DESCRIPTION:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT\nRacconto per voce e immagini\nDi e con Stefania Carlesso \nTina Merlin. La donna del Vajont è uno spettacolo di forte intensità civile ed emotiva che riporta al centro dell’attenzione una figura straordinaria del Novecento italiano: la giornalista e scrittrice che denunciò più volte il pericolo rappresentato dalla diga del Vajont\, senza essere ascoltata. \nIl racconto prende avvio da una coincidenza simbolica e potentissima: nel 1926\, mentre l’ingegner Carlo Semenza entra nella fase progettuale della diga del Vajont\, nasce a Trichiana\, in provincia di Belluno\, Tina Merlin. Da qui si sviluppa una narrazione per voce e immagini che ricostruisce le tappe salienti della vicenda del Vajont partendo però da uno sguardo preciso: quello di una donna libera\, coraggiosa\, ostinata nella ricerca della verità. \nUno spettacolo su Tina Merlin\, donna coraggiosa e giornalista scomoda\nTina Merlin non è stata soltanto una testimone. È stata una voce fuori dal coro\, una presenza lucida e determinata\, capace di leggere i segnali del pericolo quando ancora molti sceglievano di non vedere. In un contesto segnato da potere\, silenzi\, interessi economici e disuguaglianze\, la sua figura emerge come esempio di rigore morale\, responsabilità civile ed emancipazione femminile. \nLo spettacolo restituisce tutta la forza di questa donna “contro”: nata in una famiglia contadina\, cresciuta tra fatica e pregiudizio\, staffetta partigiana e poi giornalista\, Tina Merlin incarna un percorso di riscatto umano e culturale che ancora oggi parla al presente. \nIl Vajont come memoria viva e monito civile\nQuella del Vajont non è una pagina chiusa della storia italiana. È una vicenda che continua a interrogarci\, perché mette in relazione territorio\, potere\, profitto\, responsabilità pubblica e verità negata. \nTina Merlin. La donna del Vajont non si limita a ricordare una tragedia: invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo e natura\, sul prezzo dell’arroganza\, sul valore della libertà di stampa e sul coraggio di chi sceglie di dire la verità anche quando farlo è scomodo. \nNe nasce uno spettacolo intenso\, adatto a rassegne di teatro civile\, percorsi sulla memoria\, iniziative dedicate al giornalismo\, alla cittadinanza attiva e alle figure femminili del Novecento. \nPerché proporre questo spettacolo\nQuesto spettacolo è una proposta culturale di grande valore per Comuni\, biblioteche\, scuole\, associazioni\, teatri e festival che desiderano offrire al pubblico un evento capace di unire qualità artistica\, profondità storica e forte attualità. \nParlare oggi di Tina Merlin significa riportare al centro temi essenziali: il ruolo dell’informazione\, la responsabilità delle istituzioni\, la tutela del territorio\, il coraggio femminile\, la memoria come strumento di consapevolezza. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLeggi il mio articolo su Tina Merlin:\n\nPerché raccontare Tina Merlin oggi?
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SUMMARY:Carlo Colombo Canta La Donna | San Vito al Torre (UD) | 20/11/26
DESCRIPTION:CARLO COLOMBO CANTA LA DONNA\nConcerto swing di e con Carlo Colombo\n🎹 Pianoforte e voce | 🎶 Swing italiano dedicato alla Donna \n\nUn omaggio musicale dedicato alla figura femminile\nLo spettacolo è un concerto jazz‑swing leggero e divertente\, pensato come una dichiarazione d’amore dell’uomo verso la donna.Carlo Colombo interpreta canzoni originali e cover\, creando un dialogo tra musica\, ironia e sentimenti. \n\nUn repertorio ricco di significato\nIl programma comprende brani celebri come La Donna Cannone e altre composizioni originali.Ogni canzone diventa occasione per raccontare storie emotive\, relazioni e atmosfere d’altri tempi. \n\nUno stile immediato\, accessibile a tutti\nCarlo Colombo si esibisce con voce e pianoforte acustico\, senza basi elettroniche né effetti.Questa scelta rende lo spettacolo autentico e coinvolgente.Lo swing diventa così energia pura\, capace di toccare cuori e memorie\, senza barriere generazionali.
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LOCATION:Sala Parrocchiale di San Vito al Torre UD\, Via Roma\, 41\, San Vito al Torre\, UD\, 33050
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SUMMARY:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT | San Giorgio Bigarello (MN) | 21/11/26
DESCRIPTION:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT\nRacconto per voce e immagini\nDi e con Stefania Carlesso \nTina Merlin. La donna del Vajont è uno spettacolo di forte intensità civile ed emotiva che riporta al centro dell’attenzione una figura straordinaria del Novecento italiano: la giornalista e scrittrice che denunciò più volte il pericolo rappresentato dalla diga del Vajont\, senza essere ascoltata. \nIl racconto prende avvio da una coincidenza simbolica e potentissima: nel 1926\, mentre l’ingegner Carlo Semenza entra nella fase progettuale della diga del Vajont\, nasce a Trichiana\, in provincia di Belluno\, Tina Merlin. Da qui si sviluppa una narrazione per voce e immagini che ricostruisce le tappe salienti della vicenda del Vajont partendo però da uno sguardo preciso: quello di una donna libera\, coraggiosa\, ostinata nella ricerca della verità. \nUno spettacolo su Tina Merlin\, donna coraggiosa e giornalista scomoda\nTina Merlin non è stata soltanto una testimone. È stata una voce fuori dal coro\, una presenza lucida e determinata\, capace di leggere i segnali del pericolo quando ancora molti sceglievano di non vedere. In un contesto segnato da potere\, silenzi\, interessi economici e disuguaglianze\, la sua figura emerge come esempio di rigore morale\, responsabilità civile ed emancipazione femminile. \nLo spettacolo restituisce tutta la forza di questa donna “contro”: nata in una famiglia contadina\, cresciuta tra fatica e pregiudizio\, staffetta partigiana e poi giornalista\, Tina Merlin incarna un percorso di riscatto umano e culturale che ancora oggi parla al presente. \nIl Vajont come memoria viva e monito civile\nQuella del Vajont non è una pagina chiusa della storia italiana. È una vicenda che continua a interrogarci\, perché mette in relazione territorio\, potere\, profitto\, responsabilità pubblica e verità negata. \nTina Merlin. La donna del Vajont non si limita a ricordare una tragedia: invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo e natura\, sul prezzo dell’arroganza\, sul valore della libertà di stampa e sul coraggio di chi sceglie di dire la verità anche quando farlo è scomodo. \nNe nasce uno spettacolo intenso\, adatto a rassegne di teatro civile\, percorsi sulla memoria\, iniziative dedicate al giornalismo\, alla cittadinanza attiva e alle figure femminili del Novecento. \nPerché proporre questo spettacolo\nQuesto spettacolo è una proposta culturale di grande valore per Comuni\, biblioteche\, scuole\, associazioni\, teatri e festival che desiderano offrire al pubblico un evento capace di unire qualità artistica\, profondità storica e forte attualità. \nParlare oggi di Tina Merlin significa riportare al centro temi essenziali: il ruolo dell’informazione\, la responsabilità delle istituzioni\, la tutela del territorio\, il coraggio femminile\, la memoria come strumento di consapevolezza. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLeggi il mio articolo su Tina Merlin:\n\nPerché raccontare Tina Merlin oggi?\n  \nPer informazioni e prenotazioni contattare il n. 351 9647536\n€ 12\,00 – STANDARD\n€ 10\,00 – RIDOTTO
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SUMMARY:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT | Paese (TV) | 24/11/26
DESCRIPTION:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT\nRacconto per voce e immagini\nDi e con Stefania Carlesso \nTina Merlin. La donna del Vajont è uno spettacolo di forte intensità civile ed emotiva che riporta al centro dell’attenzione una figura straordinaria del Novecento italiano: la giornalista e scrittrice che denunciò più volte il pericolo rappresentato dalla diga del Vajont\, senza essere ascoltata. \nIl racconto prende avvio da una coincidenza simbolica e potentissima: nel 1926\, mentre l’ingegner Carlo Semenza entra nella fase progettuale della diga del Vajont\, nasce a Trichiana\, in provincia di Belluno\, Tina Merlin. Da qui si sviluppa una narrazione per voce e immagini che ricostruisce le tappe salienti della vicenda del Vajont partendo però da uno sguardo preciso: quello di una donna libera\, coraggiosa\, ostinata nella ricerca della verità. \nUno spettacolo su Tina Merlin\, donna coraggiosa e giornalista scomoda\nTina Merlin non è stata soltanto una testimone. È stata una voce fuori dal coro\, una presenza lucida e determinata\, capace di leggere i segnali del pericolo quando ancora molti sceglievano di non vedere. In un contesto segnato da potere\, silenzi\, interessi economici e disuguaglianze\, la sua figura emerge come esempio di rigore morale\, responsabilità civile ed emancipazione femminile. \nLo spettacolo restituisce tutta la forza di questa donna “contro”: nata in una famiglia contadina\, cresciuta tra fatica e pregiudizio\, staffetta partigiana e poi giornalista\, Tina Merlin incarna un percorso di riscatto umano e culturale che ancora oggi parla al presente. \nIl Vajont come memoria viva e monito civile\nQuella del Vajont non è una pagina chiusa della storia italiana. È una vicenda che continua a interrogarci\, perché mette in relazione territorio\, potere\, profitto\, responsabilità pubblica e verità negata. \nTina Merlin. La donna del Vajont non si limita a ricordare una tragedia: invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo e natura\, sul prezzo dell’arroganza\, sul valore della libertà di stampa e sul coraggio di chi sceglie di dire la verità anche quando farlo è scomodo. \nNe nasce uno spettacolo intenso\, adatto a rassegne di teatro civile\, percorsi sulla memoria\, iniziative dedicate al giornalismo\, alla cittadinanza attiva e alle figure femminili del Novecento. \nPerché proporre questo spettacolo\nQuesto spettacolo è una proposta culturale di grande valore per Comuni\, biblioteche\, scuole\, associazioni\, teatri e festival che desiderano offrire al pubblico un evento capace di unire qualità artistica\, profondità storica e forte attualità. \nParlare oggi di Tina Merlin significa riportare al centro temi essenziali: il ruolo dell’informazione\, la responsabilità delle istituzioni\, la tutela del territorio\, il coraggio femminile\, la memoria come strumento di consapevolezza. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLeggi il mio articolo su Tina Merlin:\n\nPerché raccontare Tina Merlin oggi?
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SUMMARY:544 Liberamente ispirato alla vicenda di cronaca di Franca Viola | Giussano (MB) | 25/11/26
DESCRIPTION:544 – spettacolo teatrale\nSpettacolo teatrale 544 è un lavoro liberamente ispirato alla vicenda di Franca Viola\, la giovane siciliana che nel 1965 ebbe il coraggio di dire NO\, sfidando un contesto sociale in cui l’onore contava più della persona. \nIl titolo richiama l’Art. 544\, la norma che regolava il cosiddetto “matrimonio riparatore”: una legge che\, per decenni\, ha permesso di trasformare la violenza in un “danno da riparare”\, spostando la colpa sulla vittima e rendendo la donna un oggetto di giudizio pubblico. \n\nLa storia di Franca Viola\nNel dicembre del 1965 un gruppo di uomini irrompe in casa\, aggredisce la madre e rapisce Franca insieme al fratellino. Lui verrà rilasciato dopo due giorni; Franca resterà prigioniera per dieci giorni\, subendo violenza. \nQuello che per tradizione e per legge avrebbe dovuto chiudersi con un ricatto “normalizzato”\, diventa invece un punto di svolta: Franca\, sostenuta dal padre\, rifiuta il matrimonio riparatore e sceglie di denunciare. È una decisione controcorrente\, resa ancora più difficile dall’omertà e dall’isolamento\, perché spesso il silenzio protegge un sistema\, non la verità. \n\nPerché lo spettacolo teatrale 544 oggi\nSpettacolo teatrale 544 non è solo memoria: è una domanda sul presente. Quanto è davvero cambiato lo sguardo collettivo quando si parla di violenza? Quante volte\, anche oggi\, si sposta l’attenzione dalla responsabilità di chi commette un abuso alla vita di chi lo subisce? \n544 nasce per scuotere e aprire uno spazio di consapevolezza\, trasformando l’indignazione in attenzione\, linguaggio\, cultura. È un invito a riconoscere i segnali\, a sostenere chi è vittima di violenza\, a non lasciare sola nessuna persona nel momento in cui trova la forza di dire “no”. \n\n\n\n\nApprofondimento su Franca Viola\nSe vuoi conoscere meglio la vicenda storica che ha ispirato questo spettacolo\, puoi leggere anche l’articolo: \nFranca Viola: chi era e perché il suo no cambiò la storia
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SUMMARY:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT | Meduno (PN) | 26/11/26
DESCRIPTION:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT\nRacconto per voce e immagini\nDi e con Stefania Carlesso \nTina Merlin. La donna del Vajont è uno spettacolo di forte intensità civile ed emotiva che riporta al centro dell’attenzione una figura straordinaria del Novecento italiano: la giornalista e scrittrice che denunciò più volte il pericolo rappresentato dalla diga del Vajont\, senza essere ascoltata. \nIl racconto prende avvio da una coincidenza simbolica e potentissima: nel 1926\, mentre l’ingegner Carlo Semenza entra nella fase progettuale della diga del Vajont\, nasce a Trichiana\, in provincia di Belluno\, Tina Merlin. Da qui si sviluppa una narrazione per voce e immagini che ricostruisce le tappe salienti della vicenda del Vajont partendo però da uno sguardo preciso: quello di una donna libera\, coraggiosa\, ostinata nella ricerca della verità. \nUno spettacolo su Tina Merlin\, donna coraggiosa e giornalista scomoda\nTina Merlin non è stata soltanto una testimone. È stata una voce fuori dal coro\, una presenza lucida e determinata\, capace di leggere i segnali del pericolo quando ancora molti sceglievano di non vedere. In un contesto segnato da potere\, silenzi\, interessi economici e disuguaglianze\, la sua figura emerge come esempio di rigore morale\, responsabilità civile ed emancipazione femminile. \nLo spettacolo restituisce tutta la forza di questa donna “contro”: nata in una famiglia contadina\, cresciuta tra fatica e pregiudizio\, staffetta partigiana e poi giornalista\, Tina Merlin incarna un percorso di riscatto umano e culturale che ancora oggi parla al presente. \nIl Vajont come memoria viva e monito civile\nQuella del Vajont non è una pagina chiusa della storia italiana. È una vicenda che continua a interrogarci\, perché mette in relazione territorio\, potere\, profitto\, responsabilità pubblica e verità negata. \nTina Merlin. La donna del Vajont non si limita a ricordare una tragedia: invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo e natura\, sul prezzo dell’arroganza\, sul valore della libertà di stampa e sul coraggio di chi sceglie di dire la verità anche quando farlo è scomodo. \nNe nasce uno spettacolo intenso\, adatto a rassegne di teatro civile\, percorsi sulla memoria\, iniziative dedicate al giornalismo\, alla cittadinanza attiva e alle figure femminili del Novecento. \nPerché proporre questo spettacolo\nQuesto spettacolo è una proposta culturale di grande valore per Comuni\, biblioteche\, scuole\, associazioni\, teatri e festival che desiderano offrire al pubblico un evento capace di unire qualità artistica\, profondità storica e forte attualità. \nParlare oggi di Tina Merlin significa riportare al centro temi essenziali: il ruolo dell’informazione\, la responsabilità delle istituzioni\, la tutela del territorio\, il coraggio femminile\, la memoria come strumento di consapevolezza. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLeggi il mio articolo su Tina Merlin:\n\nPerché raccontare Tina Merlin oggi?
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SUMMARY:544 Liberamente ispirato alla vicenda di cronaca di Franca Viola | Sagrado (GO) | 27/11/26
DESCRIPTION:544 – spettacolo teatrale\nSpettacolo teatrale 544 è un lavoro liberamente ispirato alla vicenda di Franca Viola\, la giovane siciliana che nel 1965 ebbe il coraggio di dire NO\, sfidando un contesto sociale in cui l’onore contava più della persona. \nIl titolo richiama l’Art. 544\, la norma che regolava il cosiddetto “matrimonio riparatore”: una legge che\, per decenni\, ha permesso di trasformare la violenza in un “danno da riparare”\, spostando la colpa sulla vittima e rendendo la donna un oggetto di giudizio pubblico. \n\nLa storia di Franca Viola\nNel dicembre del 1965 un gruppo di uomini irrompe in casa\, aggredisce la madre e rapisce Franca insieme al fratellino. Lui verrà rilasciato dopo due giorni; Franca resterà prigioniera per dieci giorni\, subendo violenza. \nQuello che per tradizione e per legge avrebbe dovuto chiudersi con un ricatto “normalizzato”\, diventa invece un punto di svolta: Franca\, sostenuta dal padre\, rifiuta il matrimonio riparatore e sceglie di denunciare. È una decisione controcorrente\, resa ancora più difficile dall’omertà e dall’isolamento\, perché spesso il silenzio protegge un sistema\, non la verità. \n\nPerché lo spettacolo teatrale 544 oggi\nSpettacolo teatrale 544 non è solo memoria: è una domanda sul presente. Quanto è davvero cambiato lo sguardo collettivo quando si parla di violenza? Quante volte\, anche oggi\, si sposta l’attenzione dalla responsabilità di chi commette un abuso alla vita di chi lo subisce? \n544 nasce per scuotere e aprire uno spazio di consapevolezza\, trasformando l’indignazione in attenzione\, linguaggio\, cultura. È un invito a riconoscere i segnali\, a sostenere chi è vittima di violenza\, a non lasciare sola nessuna persona nel momento in cui trova la forza di dire “no”. \n\n\n\n\nApprofondimento su Franca Viola\nSe vuoi conoscere meglio la vicenda storica che ha ispirato questo spettacolo\, puoi leggere anche l’articolo: \nFranca Viola: chi era e perché il suo no cambiò la storia
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SUMMARY:Enciclopedia della donna perfetta | Castione della Presolana (BG) | 29/11/26
DESCRIPTION:Enciclopedia della donna perfetta\ndi e con Stefania Carlesso e con Evarossella Biolo\nUn divertente stupidario per aspiranti fidanzate\, mogli e madri ideali.\ndi e con Stefania Carlesso\ne con Evarossella Biolo \nCome si dispongono gli ospiti a tavola?\nQual è il metodo migliore per dimagrire?\nCome si organizzano le pulizie di casa?\nÈ possibile conciliare famiglia e lavoro? \nLe risposte a queste domande si trovano in libri\, manuali e riviste dei favolosi anni sessanta.\nSe non si nasce signore\, nell’Italia del boom economico si può diventarlo seguendo le regole e ci sono regole per tutto: come vestirsi\, truccarsi\, pettinarsi\, parlare\, camminare e persino cadere (“l’ideale sarebbe cadere sedute oppure di fianco”).\nOggi quelle pagine ci offrono un divertente spaccato sulla vita di quegli anni\, visti principalmente dal salotto di casa. Ma sono davvero così superate? Due fantomatiche venditrici pensano di no.\nE ci invitano a scoprire i consigli dell’Enciclopedia della donna perfetta\, diventando quell’angelo del focolare che ogni uomo sarà felice di avere accanto\, un seducente mix tra una Barbie e una lavastoviglie.\nra letture e musiche\, scoperte e ricordi\, sorprese e soprattutto risate\, capiremo che sotto la patina del cambiamento si nascondono pregiudizi duri a morire.\nPer fortuna c’è l’Enciclopedia\, acquistabile anche in comode rate.
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SUMMARY:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT | Ala (TN) | 05/12/26
DESCRIPTION:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT\nRacconto per voce e immagini\nDi e con Stefania Carlesso \nTina Merlin. La donna del Vajont è uno spettacolo di forte intensità civile ed emotiva che riporta al centro dell’attenzione una figura straordinaria del Novecento italiano: la giornalista e scrittrice che denunciò più volte il pericolo rappresentato dalla diga del Vajont\, senza essere ascoltata. \nIl racconto prende avvio da una coincidenza simbolica e potentissima: nel 1926\, mentre l’ingegner Carlo Semenza entra nella fase progettuale della diga del Vajont\, nasce a Trichiana\, in provincia di Belluno\, Tina Merlin. Da qui si sviluppa una narrazione per voce e immagini che ricostruisce le tappe salienti della vicenda del Vajont partendo però da uno sguardo preciso: quello di una donna libera\, coraggiosa\, ostinata nella ricerca della verità. \nUno spettacolo su Tina Merlin\, donna coraggiosa e giornalista scomoda\nTina Merlin non è stata soltanto una testimone. È stata una voce fuori dal coro\, una presenza lucida e determinata\, capace di leggere i segnali del pericolo quando ancora molti sceglievano di non vedere. In un contesto segnato da potere\, silenzi\, interessi economici e disuguaglianze\, la sua figura emerge come esempio di rigore morale\, responsabilità civile ed emancipazione femminile. \nLo spettacolo restituisce tutta la forza di questa donna “contro”: nata in una famiglia contadina\, cresciuta tra fatica e pregiudizio\, staffetta partigiana e poi giornalista\, Tina Merlin incarna un percorso di riscatto umano e culturale che ancora oggi parla al presente. \nIl Vajont come memoria viva e monito civile\nQuella del Vajont non è una pagina chiusa della storia italiana. È una vicenda che continua a interrogarci\, perché mette in relazione territorio\, potere\, profitto\, responsabilità pubblica e verità negata. \nTina Merlin. La donna del Vajont non si limita a ricordare una tragedia: invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo e natura\, sul prezzo dell’arroganza\, sul valore della libertà di stampa e sul coraggio di chi sceglie di dire la verità anche quando farlo è scomodo. \nNe nasce uno spettacolo intenso\, adatto a rassegne di teatro civile\, percorsi sulla memoria\, iniziative dedicate al giornalismo\, alla cittadinanza attiva e alle figure femminili del Novecento. \nPerché proporre questo spettacolo\nQuesto spettacolo è una proposta culturale di grande valore per Comuni\, biblioteche\, scuole\, associazioni\, teatri e festival che desiderano offrire al pubblico un evento capace di unire qualità artistica\, profondità storica e forte attualità. \nParlare oggi di Tina Merlin significa riportare al centro temi essenziali: il ruolo dell’informazione\, la responsabilità delle istituzioni\, la tutela del territorio\, il coraggio femminile\, la memoria come strumento di consapevolezza. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLeggi il mio articolo su Tina Merlin:\n\nPerché raccontare Tina Merlin oggi?
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SUMMARY:QUANTO DURA UN SECONDO? | Istrana (TV) | 12/12/26
DESCRIPTION:Quanto può cambiare la vita in un solo secondo? \nQUANTO DURA UN SECONDO?\, uno spettacolo sulla sicurezza sul lavoro che affronta il tema della prevenzione attraverso teatro\, racconto\, ironia e coinvolgimento del pubblico. \nQuanto dura un secondo?\nUn secondo è il tempo che intercorre tra un tic e un tac. Un tempo apparentemente insignificante\, nel quale però una vita può cambiare per sempre. \nDa questa semplice domanda nasce uno spettacolo che porta in scena un tema che riguarda tutti: la sicurezza nei luoghi di lavoro. \nIl racconto prende avvio anche dalla storia di Luana D’Orazio\, la giovane operaia morta nel 2021 in una fabbrica tessile a Montemurlo\, per allargare poi lo sguardo alla prevenzione\, alla responsabilità e ai comportamenti quotidiani. \nTeatro e ironia per parlare di sicurezza sul lavoro\nQUANTO DURA UN SECONDO? non è una lezione tecnica e non sostituisce la formazione obbligatoria sulla sicurezza. \nIl teatro diventa invece uno strumento per avvicinare il pubblico al tema in modo immediato. Parola\, gesto e ironia trasformano concetti e numeri in un’esperienza condivisa\, capace di parlare alle emozioni oltre che alla ragione. \nL’obiettivo è stimolare una riflessione sulla cultura della sicurezza e della prevenzione\, lasciando immagini e pensieri che possano continuare a lavorare anche dopo la fine dello spettacolo. \n\nSpettacolo realizzato con il contributo Bando a sostegno dello sviluppo economico regionale – Anno 2026” – Unioncamere del Veneto
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SUMMARY:QUANTO DURA UN SECONDO? | Ponte San Nicolò (PD) | 09/01/27
DESCRIPTION:Quanto può cambiare la vita in un solo secondo? \nQUANTO DURA UN SECONDO?\, uno spettacolo sulla sicurezza sul lavoro che affronta il tema della prevenzione attraverso teatro\, racconto\, ironia e coinvolgimento del pubblico. \nQuanto dura un secondo?\nUn secondo è il tempo che intercorre tra un tic e un tac. Un tempo apparentemente insignificante\, nel quale però una vita può cambiare per sempre. \nDa questa semplice domanda nasce uno spettacolo che porta in scena un tema che riguarda tutti: la sicurezza nei luoghi di lavoro. \nIl racconto prende avvio anche dalla storia di Luana D’Orazio\, la giovane operaia morta nel 2021 in una fabbrica tessile a Montemurlo\, per allargare poi lo sguardo alla prevenzione\, alla responsabilità e ai comportamenti quotidiani. \nTeatro e ironia per parlare di sicurezza sul lavoro\nQUANTO DURA UN SECONDO? non è una lezione tecnica e non sostituisce la formazione obbligatoria sulla sicurezza. \nIl teatro diventa invece uno strumento per avvicinare il pubblico al tema in modo immediato. Parola\, gesto e ironia trasformano concetti e numeri in un’esperienza condivisa\, capace di parlare alle emozioni oltre che alla ragione. \nL’obiettivo è stimolare una riflessione sulla cultura della sicurezza e della prevenzione\, lasciando immagini e pensieri che possano continuare a lavorare anche dopo la fine dello spettacolo.
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SUMMARY:MI SONO MESSO IL MICROCHIP | Legnaro (PD) | 15/01/27
DESCRIPTION:MI SONO MESSO IL MICROCHIP\nl’uomo che voleva diventare Dio\n\n\nUno spettacolo di e con Carlo Colombo\n🎹 Musica dal vivo | 🎭 Teatro e narrazione | 🤖 Tecnologia e identità \n\nSiamo davvero pronti al futuro che ci aspetta?\nNon ce ne rendiamo conto\, ma siamo già dentro l’era del transumanesimo. Un tempo di transizione in cui la tecnologia entra nei nostri corpi\, nella mente\, nei ricordi.“Mi sono messo il microchip spettacolo” è il racconto teatrale di questa trasformazione: il futuro che ci riguarda da vicino\, molto più di quanto pensiamo. \n\nMi sono messo il microchip spettacolo è ironico\, profondo e sorprendentemente attuale\nCarlo Colombo ci guida in un racconto che unisce narrazione\, musica dal vivo e leggerezza teatrale\, raccontando una storia incredibile… eppure possibile.Protagonisti: tre amici qualunque\, un bar\, una birra\, una partita a briscola.Ma un giorno qualcosa cambia: una sperimentazione scientifica li coinvolge\, modificando emozioni\, ricordi\, relazioni… e forse anche l’anima. \n\nTecnologia\, identità\, amicizia\n“Mi sono messo il microchip” ci porta a riflettere su: \n\n\n🤖 Il confine tra umano e post-umano \n\n\n🧠 L’identità\, la memoria e l’etica del progresso \n\n\n💡 Il valore dell’amicizia in un mondo che cambia \n\n\n🔄 Il desiderio di migliorarsi… a quale prezzo? \n\n\nIl futuro è già cominciato. E riguarda tutti noi.\n\n✨ Un racconto che ci invita a pensare. E\, forse\, a scegliere. \n\nINFO E PRENOTAZIONI\nPaola 3479223669\nMaurizio 3357723576
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SUMMARY:MARILYN\, LA LUCE | Gorizia (GO) | 22/01/27
DESCRIPTION:Marilyn la luce a Gorizia\nSpettacolo Teatrale con musica dal vivo\nCon Giovanni Betto\, Stefania Carlesso e Carlo Colombo \nMarilyn\, la luce è uno spettacolo teatrale con musica dal vivo dedicato a Marilyn Monroe\, con Stefania Carlesso\, Giovanni Betto e Carlo Colombo. \nNel 2026 ricorre il centenario della nascita di Marilyn Monroe\, una delle icone culturali più riconoscibili e complesse del Novecento. \nLo spettacolo nasce da questa ricorrenza\, ma non sceglie la strada della celebrazione superficiale. \nAl centro non c’è solo la diva più fotografata del mondo. C’è Norma Jeane\, la bambina alla finestra\, fragile e luminosa\, in cerca di uno sguardo capace di vederla davvero. \nAttraverso parole\, musica dal vivo e frammenti di una vita entrata nell’immaginario collettivo\, il racconto attraversa i due volti della stessa figura: la dea del cinema e la donna ferita\, la luce abbagliante e le crepe nascoste dietro il mito. \nUno spettacolo teatrale su Marilyn Monroe\, oltre lo stereotipo\nMarilyn\, la luce non è una biografia tradizionale\, ma un viaggio teatrale nelle fratture dell’anima di Marilyn Monroe. \nSullo sfondo emerge la Hollywood degli anni d’oro\, capace di costruire sogni luminosi e\, allo stesso tempo\, miti fragili su fondamenta di cristallo. \nLo spettacolo evoca immagini\, canzoni e atmosfere che hanno reso Marilyn un’icona universale\, ma ne restituisce anche il lato più umano: il bisogno di essere amata\, la paura di non essere vista\, la vulnerabilità che cercava di nascondere. \nRaccontare Marilyn significa interrogarsi sul rapporto tra immagine pubblica e identità privata\, tra bellezza e dolore\, tra ciò che il mondo guarda e ciò che spesso non riesce a comprendere. \nUna proposta intensa e delicata\, adatta a rassegne teatrali\, programmazioni culturali e percorsi dedicati alle figure femminili\, alla memoria del cinema e al centenario della nascita di Marilyn Monroe. \nProduzione: Grammofono Edizioni\nDistribuzione: Luisa Trevisi – Idee che danno spettacolo
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SUMMARY:MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI | Seriate (BG) | 08/02/27 * replica scolastica
DESCRIPTION:Lo spettacolo sull’esodo giuliano-dalmatico “MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI”\, scritto e interpretato da Carlo Colombo\, porta alla cittadinanza un racconto di memoria\, musica e identità. \n\nL’autore\, figlio di profughi istriani\, offre al pubblico uno sguardo umano e coinvolgente su una pagina importante della storia italiana. \n“Mili Muoi\, così mi chiamava mia nonna…”: da questo ricordo nasce il progetto di Carlo Colombo. Attraverso canzoni\, suoni e parole\, Carlo Colombo trasforma la memoria familiare in un racconto collettivo. Lo spettacolo intreccia musica dal vivo\, narrazione e immagini per restituire voce a chi fu costretto a lasciare la propria terra. \nMusica e memoria\nPianoforte\, ekatron e toy piano accompagnano brani originali e canzoni d’epoca. Ogni suono diventa una testimonianza viva dell’esodo giuliano-dalmatico\, vissuto da milioni di persone nel secondo dopoguerra. Le storie di Nori\, Livia e Tina raccontano la forza delle donne che hanno ricostruito la vita lontano da casa. \nLo spettacolo usa un linguaggio semplice e diretto. Aiuta il pubblico a riflettere su memoria\, identità e accoglienza. \nL’evento si collega anche al Giorno del Ricordo\, istituito per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmatico.\nPer approfondire il tema storico si può visitare il Museo dell’Esodo – Magazzino 18 di Trieste.
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LOCATION:Cineteatro Gavazzeni\, Via Carlo Cattaneo\, 1\, Seriate\, BG\, 24068
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SUMMARY:MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI | Lecce (LE) | 10/02/27
DESCRIPTION:** PRESTO I DETTAGLI **\nLo spettacolo sull’esodo giuliano-dalmatico “MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI”\, scritto e interpretato da Carlo Colombo\, porta alla cittadinanza un racconto di memoria\, musica e identità. \n\nL’autore\, figlio di profughi istriani\, offre al pubblico uno sguardo umano e coinvolgente su una pagina importante della storia italiana. \n“Mili Muoi\, così mi chiamava mia nonna…”: da questo ricordo nasce il progetto di Carlo Colombo. Attraverso canzoni\, suoni e parole\, Carlo Colombo trasforma la memoria familiare in un racconto collettivo. Lo spettacolo intreccia musica dal vivo\, narrazione e immagini per restituire voce a chi fu costretto a lasciare la propria terra. \nMusica e memoria\nPianoforte\, ekatron e toy piano accompagnano brani originali e canzoni d’epoca. Ogni suono diventa una testimonianza viva dell’esodo giuliano-dalmatico\, vissuto da milioni di persone nel secondo dopoguerra. Le storie di Nori\, Livia e Tina raccontano la forza delle donne che hanno ricostruito la vita lontano da casa. \nLo spettacolo usa un linguaggio semplice e diretto. Aiuta il pubblico a riflettere su memoria\, identità e accoglienza. \nL’evento si collega anche al Giorno del Ricordo\, istituito per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmatico.\nPer approfondire il tema storico si può visitare il Museo dell’Esodo – Magazzino 18 di Trieste.
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LOCATION:Teatro Paisiello\, Via Giuseppe Palmieri\, 83\, Lecce\, LE\, 73100
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SUMMARY:MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI | Pisa (PI) | 12/02/27
DESCRIPTION:** PRESTO I DETTAGLI **\nLo spettacolo sull’esodo giuliano-dalmatico “MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI”\, scritto e interpretato da Carlo Colombo\, porta alla cittadinanza un racconto di memoria\, musica e identità. \n\nL’autore\, figlio di profughi istriani\, offre al pubblico uno sguardo umano e coinvolgente su una pagina importante della storia italiana. \n“Mili Muoi\, così mi chiamava mia nonna…”: da questo ricordo nasce il progetto di Carlo Colombo. Attraverso canzoni\, suoni e parole\, Carlo Colombo trasforma la memoria familiare in un racconto collettivo. Lo spettacolo intreccia musica dal vivo\, narrazione e immagini per restituire voce a chi fu costretto a lasciare la propria terra. \nMusica e memoria\nPianoforte\, ekatron e toy piano accompagnano brani originali e canzoni d’epoca. Ogni suono diventa una testimonianza viva dell’esodo giuliano-dalmatico\, vissuto da milioni di persone nel secondo dopoguerra. Le storie di Nori\, Livia e Tina raccontano la forza delle donne che hanno ricostruito la vita lontano da casa. \nLo spettacolo usa un linguaggio semplice e diretto. Aiuta il pubblico a riflettere su memoria\, identità e accoglienza. \nL’evento si collega anche al Giorno del Ricordo\, istituito per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmatico.\nPer approfondire il tema storico si può visitare il Museo dell’Esodo – Magazzino 18 di Trieste.
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SUMMARY:MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI | Trebaseleghe (PD) | 13/02/27
DESCRIPTION:Lo spettacolo sull’esodo giuliano-dalmatico “MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI”\, scritto e interpretato da Carlo Colombo\, porta alla cittadinanza un racconto di memoria\, musica e identità. \n\nL’autore\, figlio di profughi istriani\, offre al pubblico uno sguardo umano e coinvolgente su una pagina importante della storia italiana. \n“Mili Muoi\, così mi chiamava mia nonna…”: da questo ricordo nasce il progetto di Carlo Colombo. Attraverso canzoni\, suoni e parole\, Carlo Colombo trasforma la memoria familiare in un racconto collettivo. Lo spettacolo intreccia musica dal vivo\, narrazione e immagini per restituire voce a chi fu costretto a lasciare la propria terra. \nMusica e memoria\nPianoforte\, ekatron e toy piano accompagnano brani originali e canzoni d’epoca. Ogni suono diventa una testimonianza viva dell’esodo giuliano-dalmatico\, vissuto da milioni di persone nel secondo dopoguerra. Le storie di Nori\, Livia e Tina raccontano la forza delle donne che hanno ricostruito la vita lontano da casa. \nLo spettacolo usa un linguaggio semplice e diretto. Aiuta il pubblico a riflettere su memoria\, identità e accoglienza. \nL’evento si collega anche al Giorno del Ricordo\, istituito per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmatico.\nPer approfondire il tema storico si può visitare il Museo dell’Esodo – Magazzino 18 di Trieste.
URL:https://www.luisatrevisi.com/event/mili-muoi-lesodo-dei-miei-trebaseleghe-pd-13-02-27/
LOCATION:Sala Teatro Don Orione\, Via Don Orione\, Trebaseleghe\, PD\, 35010
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SUMMARY:QUANTO DURA UN SECONDO? | Taglio di Po (RO) | 26/02/27
DESCRIPTION:Quanto può cambiare la vita in un solo secondo? \nQUANTO DURA UN SECONDO?\, uno spettacolo sulla sicurezza sul lavoro che affronta il tema della prevenzione attraverso teatro\, racconto\, ironia e coinvolgimento del pubblico. \nQuanto dura un secondo?\nUn secondo è il tempo che intercorre tra un tic e un tac. Un tempo apparentemente insignificante\, nel quale però una vita può cambiare per sempre. \nDa questa semplice domanda nasce uno spettacolo che porta in scena un tema che riguarda tutti: la sicurezza nei luoghi di lavoro. \nIl racconto prende avvio anche dalla storia di Luana D’Orazio\, la giovane operaia morta nel 2021 in una fabbrica tessile a Montemurlo\, per allargare poi lo sguardo alla prevenzione\, alla responsabilità e ai comportamenti quotidiani. \nTeatro e ironia per parlare di sicurezza sul lavoro\nQUANTO DURA UN SECONDO? non è una lezione tecnica e non sostituisce la formazione obbligatoria sulla sicurezza. \nIl teatro diventa invece uno strumento per avvicinare il pubblico al tema in modo immediato. Parola\, gesto e ironia trasformano concetti e numeri in un’esperienza condivisa\, capace di parlare alle emozioni oltre che alla ragione. \nL’obiettivo è stimolare una riflessione sulla cultura della sicurezza e della prevenzione\, lasciando immagini e pensieri che possano continuare a lavorare anche dopo la fine dello spettacolo. \n\nSpettacolo realizzato con il contributo Bando a sostegno dello sviluppo economico regionale – Anno 2026” – Unioncamere del Veneto
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LOCATION:Sala C.I.C.S. Consorzio Italiano Cooperative dello Spettacolo\, Viale John Fitzgerald Kennedy\, 41\, Taglio di Po\, RO\, 45019
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SUMMARY:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT | Ville d'Anaunia (TN) | 07/03/27
DESCRIPTION:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT\nRacconto per voce e immagini\nDi e con Stefania Carlesso \nTina Merlin. La donna del Vajont è uno spettacolo di forte intensità civile ed emotiva che riporta al centro dell’attenzione una figura straordinaria del Novecento italiano: la giornalista e scrittrice che denunciò più volte il pericolo rappresentato dalla diga del Vajont\, senza essere ascoltata. \nIl racconto prende avvio da una coincidenza simbolica e potentissima: nel 1926\, mentre l’ingegner Carlo Semenza entra nella fase progettuale della diga del Vajont\, nasce a Trichiana\, in provincia di Belluno\, Tina Merlin. Da qui si sviluppa una narrazione per voce e immagini che ricostruisce le tappe salienti della vicenda del Vajont partendo però da uno sguardo preciso: quello di una donna libera\, coraggiosa\, ostinata nella ricerca della verità. \nUno spettacolo su Tina Merlin\, donna coraggiosa e giornalista scomoda\nTina Merlin non è stata soltanto una testimone. È stata una voce fuori dal coro\, una presenza lucida e determinata\, capace di leggere i segnali del pericolo quando ancora molti sceglievano di non vedere. In un contesto segnato da potere\, silenzi\, interessi economici e disuguaglianze\, la sua figura emerge come esempio di rigore morale\, responsabilità civile ed emancipazione femminile. \nLo spettacolo restituisce tutta la forza di questa donna “contro”: nata in una famiglia contadina\, cresciuta tra fatica e pregiudizio\, staffetta partigiana e poi giornalista\, Tina Merlin incarna un percorso di riscatto umano e culturale che ancora oggi parla al presente. \nIl Vajont come memoria viva e monito civile\nQuella del Vajont non è una pagina chiusa della storia italiana. È una vicenda che continua a interrogarci\, perché mette in relazione territorio\, potere\, profitto\, responsabilità pubblica e verità negata. \nTina Merlin. La donna del Vajont non si limita a ricordare una tragedia: invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo e natura\, sul prezzo dell’arroganza\, sul valore della libertà di stampa e sul coraggio di chi sceglie di dire la verità anche quando farlo è scomodo. \nNe nasce uno spettacolo intenso\, adatto a rassegne di teatro civile\, percorsi sulla memoria\, iniziative dedicate al giornalismo\, alla cittadinanza attiva e alle figure femminili del Novecento. \nPerché proporre questo spettacolo\nQuesto spettacolo è una proposta culturale di grande valore per Comuni\, biblioteche\, scuole\, associazioni\, teatri e festival che desiderano offrire al pubblico un evento capace di unire qualità artistica\, profondità storica e forte attualità. \nParlare oggi di Tina Merlin significa riportare al centro temi essenziali: il ruolo dell’informazione\, la responsabilità delle istituzioni\, la tutela del territorio\, il coraggio femminile\, la memoria come strumento di consapevolezza. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLeggi il mio articolo su Tina Merlin:\n\nPerché raccontare Tina Merlin oggi?
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LOCATION:Teatro di Rallo\, Strada Nuova\, 3/5\, Ville d'Anaunia\, TN\, 38019
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SUMMARY:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT | Stradella (PV) | 08/03/27
DESCRIPTION:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT\nRacconto per voce e immagini\nDi e con Stefania Carlesso \nTina Merlin. La donna del Vajont è uno spettacolo di forte intensità civile ed emotiva che riporta al centro dell’attenzione una figura straordinaria del Novecento italiano: la giornalista e scrittrice che denunciò più volte il pericolo rappresentato dalla diga del Vajont\, senza essere ascoltata. \nIl racconto prende avvio da una coincidenza simbolica e potentissima: nel 1926\, mentre l’ingegner Carlo Semenza entra nella fase progettuale della diga del Vajont\, nasce a Trichiana\, in provincia di Belluno\, Tina Merlin. Da qui si sviluppa una narrazione per voce e immagini che ricostruisce le tappe salienti della vicenda del Vajont partendo però da uno sguardo preciso: quello di una donna libera\, coraggiosa\, ostinata nella ricerca della verità. \nUno spettacolo su Tina Merlin\, donna coraggiosa e giornalista scomoda\nTina Merlin non è stata soltanto una testimone. È stata una voce fuori dal coro\, una presenza lucida e determinata\, capace di leggere i segnali del pericolo quando ancora molti sceglievano di non vedere. In un contesto segnato da potere\, silenzi\, interessi economici e disuguaglianze\, la sua figura emerge come esempio di rigore morale\, responsabilità civile ed emancipazione femminile. \nLo spettacolo restituisce tutta la forza di questa donna “contro”: nata in una famiglia contadina\, cresciuta tra fatica e pregiudizio\, staffetta partigiana e poi giornalista\, Tina Merlin incarna un percorso di riscatto umano e culturale che ancora oggi parla al presente. \nIl Vajont come memoria viva e monito civile\nQuella del Vajont non è una pagina chiusa della storia italiana. È una vicenda che continua a interrogarci\, perché mette in relazione territorio\, potere\, profitto\, responsabilità pubblica e verità negata. \nTina Merlin. La donna del Vajont non si limita a ricordare una tragedia: invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo e natura\, sul prezzo dell’arroganza\, sul valore della libertà di stampa e sul coraggio di chi sceglie di dire la verità anche quando farlo è scomodo. \nNe nasce uno spettacolo intenso\, adatto a rassegne di teatro civile\, percorsi sulla memoria\, iniziative dedicate al giornalismo\, alla cittadinanza attiva e alle figure femminili del Novecento. \nPerché proporre questo spettacolo\nQuesto spettacolo è una proposta culturale di grande valore per Comuni\, biblioteche\, scuole\, associazioni\, teatri e festival che desiderano offrire al pubblico un evento capace di unire qualità artistica\, profondità storica e forte attualità. \nParlare oggi di Tina Merlin significa riportare al centro temi essenziali: il ruolo dell’informazione\, la responsabilità delle istituzioni\, la tutela del territorio\, il coraggio femminile\, la memoria come strumento di consapevolezza. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLeggi il mio articolo su Tina Merlin:\n\nPerché raccontare Tina Merlin oggi?
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