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SUMMARY:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT | Sover (TN) | 16/10/26
DESCRIPTION:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT\nRacconto per voce e immagini\nDi e con Stefania Carlesso \nTina Merlin. La donna del Vajont è uno spettacolo di forte intensità civile ed emotiva che riporta al centro dell’attenzione una figura straordinaria del Novecento italiano: la giornalista e scrittrice che denunciò più volte il pericolo rappresentato dalla diga del Vajont\, senza essere ascoltata. \nIl racconto prende avvio da una coincidenza simbolica e potentissima: nel 1926\, mentre l’ingegner Carlo Semenza entra nella fase progettuale della diga del Vajont\, nasce a Trichiana\, in provincia di Belluno\, Tina Merlin. Da qui si sviluppa una narrazione per voce e immagini che ricostruisce le tappe salienti della vicenda del Vajont partendo però da uno sguardo preciso: quello di una donna libera\, coraggiosa\, ostinata nella ricerca della verità. \nUno spettacolo su Tina Merlin\, donna coraggiosa e giornalista scomoda\nTina Merlin non è stata soltanto una testimone. È stata una voce fuori dal coro\, una presenza lucida e determinata\, capace di leggere i segnali del pericolo quando ancora molti sceglievano di non vedere. In un contesto segnato da potere\, silenzi\, interessi economici e disuguaglianze\, la sua figura emerge come esempio di rigore morale\, responsabilità civile ed emancipazione femminile. \nLo spettacolo restituisce tutta la forza di questa donna “contro”: nata in una famiglia contadina\, cresciuta tra fatica e pregiudizio\, staffetta partigiana e poi giornalista\, Tina Merlin incarna un percorso di riscatto umano e culturale che ancora oggi parla al presente. \nIl Vajont come memoria viva e monito civile\nQuella del Vajont non è una pagina chiusa della storia italiana. È una vicenda che continua a interrogarci\, perché mette in relazione territorio\, potere\, profitto\, responsabilità pubblica e verità negata. \nTina Merlin. La donna del Vajont non si limita a ricordare una tragedia: invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo e natura\, sul prezzo dell’arroganza\, sul valore della libertà di stampa e sul coraggio di chi sceglie di dire la verità anche quando farlo è scomodo. \nNe nasce uno spettacolo intenso\, adatto a rassegne di teatro civile\, percorsi sulla memoria\, iniziative dedicate al giornalismo\, alla cittadinanza attiva e alle figure femminili del Novecento. \nPerché proporre questo spettacolo\nQuesto spettacolo è una proposta culturale di grande valore per Comuni\, biblioteche\, scuole\, associazioni\, teatri e festival che desiderano offrire al pubblico un evento capace di unire qualità artistica\, profondità storica e forte attualità. \nParlare oggi di Tina Merlin significa riportare al centro temi essenziali: il ruolo dell’informazione\, la responsabilità delle istituzioni\, la tutela del territorio\, il coraggio femminile\, la memoria come strumento di consapevolezza. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLeggi il mio articolo su Tina Merlin:\n\nPerché raccontare Tina Merlin oggi?
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SUMMARY:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT | Susegana (TV) | 17/10/26
DESCRIPTION:TINA MERLIN. LA DONNA DEL VAJONT\nRacconto per voce e immagini\nDi e con Stefania Carlesso \nTina Merlin. La donna del Vajont è uno spettacolo di forte intensità civile ed emotiva che riporta al centro dell’attenzione una figura straordinaria del Novecento italiano: la giornalista e scrittrice che denunciò più volte il pericolo rappresentato dalla diga del Vajont\, senza essere ascoltata. \nIl racconto prende avvio da una coincidenza simbolica e potentissima: nel 1926\, mentre l’ingegner Carlo Semenza entra nella fase progettuale della diga del Vajont\, nasce a Trichiana\, in provincia di Belluno\, Tina Merlin. Da qui si sviluppa una narrazione per voce e immagini che ricostruisce le tappe salienti della vicenda del Vajont partendo però da uno sguardo preciso: quello di una donna libera\, coraggiosa\, ostinata nella ricerca della verità. \nUno spettacolo su Tina Merlin\, donna coraggiosa e giornalista scomoda\nTina Merlin non è stata soltanto una testimone. È stata una voce fuori dal coro\, una presenza lucida e determinata\, capace di leggere i segnali del pericolo quando ancora molti sceglievano di non vedere. In un contesto segnato da potere\, silenzi\, interessi economici e disuguaglianze\, la sua figura emerge come esempio di rigore morale\, responsabilità civile ed emancipazione femminile. \nLo spettacolo restituisce tutta la forza di questa donna “contro”: nata in una famiglia contadina\, cresciuta tra fatica e pregiudizio\, staffetta partigiana e poi giornalista\, Tina Merlin incarna un percorso di riscatto umano e culturale che ancora oggi parla al presente. \nIl Vajont come memoria viva e monito civile\nQuella del Vajont non è una pagina chiusa della storia italiana. È una vicenda che continua a interrogarci\, perché mette in relazione territorio\, potere\, profitto\, responsabilità pubblica e verità negata. \nTina Merlin. La donna del Vajont non si limita a ricordare una tragedia: invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo e natura\, sul prezzo dell’arroganza\, sul valore della libertà di stampa e sul coraggio di chi sceglie di dire la verità anche quando farlo è scomodo. \nNe nasce uno spettacolo intenso\, adatto a rassegne di teatro civile\, percorsi sulla memoria\, iniziative dedicate al giornalismo\, alla cittadinanza attiva e alle figure femminili del Novecento. \nPerché proporre questo spettacolo\nQuesto spettacolo è una proposta culturale di grande valore per Comuni\, biblioteche\, scuole\, associazioni\, teatri e festival che desiderano offrire al pubblico un evento capace di unire qualità artistica\, profondità storica e forte attualità. \nParlare oggi di Tina Merlin significa riportare al centro temi essenziali: il ruolo dell’informazione\, la responsabilità delle istituzioni\, la tutela del territorio\, il coraggio femminile\, la memoria come strumento di consapevolezza. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLeggi il mio articolo su Tina Merlin:\n\nPerché raccontare Tina Merlin oggi?
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SUMMARY:NON HO PAURA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE | Chirignago-Zelarino (VE) | 24/10/26
DESCRIPTION:Non ho paura dell’intelligenza artificiale a Quinto di Treviso\nNon ho paura dell’intelligenza artificiale è uno spettacolo scritto e interpretato da Carlo Colombo\, dedicato al rapporto tra esseri umani\, macchine e nuove tecnologie. \n“Scambierei tutti i miei codici per un briciolo di stupidità.” Da questa frase\, attribuita all’intelligenza artificiale dopo le domande dell’autore\, nasce un percorso teatrale ironico e riflessivo. \nCarlo Colombo guarda all’intelligenza artificiale con lo sguardo di chi ha attraversato con entusiasmo cinquant’anni di rapidissima evoluzione tecnologica. \nIl racconto intreccia storia del computer\, confronto tra capacità umane e capacità delle macchine\, musica\, canzoni\, narrazione e coinvolgimento del pubblico. \nUno spettacolo tra tecnologia\, ironia e futuro\nNon ho paura dell’intelligenza artificiale accompagna il pubblico in un viaggio accessibile e confidenziale dentro un tema oggi centrale. \nLa tecnologia non viene raccontata come una minaccia astratta\, ma come una trasformazione che riguarda il nostro modo di vivere\, pensare\, ricordare e immaginare il futuro. \nDurante lo spettacolo\, Carlo Colombo si accompagna con pianoforte\, piano elettrico e sintetizzatore analogico\, evocando anche le atmosfere dei film di fantascienza della sua infanzia. \nUna proposta pensata per chi desidera esplorare il lato umano di un futuro sempre più tecnologico\, senza rinunciare all’ironia\, alla memoria e alla curiosità. \n\n\nPrenotazioni 041 5441839 – WhatsApp o SMS 320 7598946\nIngresso € 10\,0
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LOCATION:Cafè Sconcerto SALA TEATRO\, Via Santa Margarita\, 7/A\, Chirignago-Zelarino\, 30174\, VE
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SUMMARY:NON HO PAURA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE | Chirignago-Zelarino (VE) | 25/10/26
DESCRIPTION:Non ho paura dell’intelligenza artificiale a Quinto di Treviso\nNon ho paura dell’intelligenza artificiale è uno spettacolo scritto e interpretato da Carlo Colombo\, dedicato al rapporto tra esseri umani\, macchine e nuove tecnologie. \n“Scambierei tutti i miei codici per un briciolo di stupidità.” Da questa frase\, attribuita all’intelligenza artificiale dopo le domande dell’autore\, nasce un percorso teatrale ironico e riflessivo. \nCarlo Colombo guarda all’intelligenza artificiale con lo sguardo di chi ha attraversato con entusiasmo cinquant’anni di rapidissima evoluzione tecnologica. \nIl racconto intreccia storia del computer\, confronto tra capacità umane e capacità delle macchine\, musica\, canzoni\, narrazione e coinvolgimento del pubblico. \nUno spettacolo tra tecnologia\, ironia e futuro\nNon ho paura dell’intelligenza artificiale accompagna il pubblico in un viaggio accessibile e confidenziale dentro un tema oggi centrale. \nLa tecnologia non viene raccontata come una minaccia astratta\, ma come una trasformazione che riguarda il nostro modo di vivere\, pensare\, ricordare e immaginare il futuro. \nDurante lo spettacolo\, Carlo Colombo si accompagna con pianoforte\, piano elettrico e sintetizzatore analogico\, evocando anche le atmosfere dei film di fantascienza della sua infanzia. \nUna proposta pensata per chi desidera esplorare il lato umano di un futuro sempre più tecnologico\, senza rinunciare all’ironia\, alla memoria e alla curiosità. \n \nPrenotazioni 041 5441839 – WhatsApp o SMS 320 7598946\nIngresso € 10\,0
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SUMMARY:QUANTO DURA UN SECONDO? | Porto Tolle (RO) | 26/10/26 * evento privato
DESCRIPTION:Quanto può cambiare la vita in un solo secondo? \nLunedì 26 ottobre 2026 a Porto Tolle (RO) va in scena QUANTO DURA UN SECONDO?\, uno spettacolo sulla sicurezza sul lavoro che affronta il tema della prevenzione attraverso teatro\, racconto\, ironia e coinvolgimento del pubblico. \nQuanto dura un secondo? A Porto Tolle\nUn secondo è il tempo che intercorre tra un tic e un tac. Un tempo apparentemente insignificante\, nel quale però una vita può cambiare per sempre. \nDa questa semplice domanda nasce uno spettacolo che porta in scena un tema che riguarda tutti: la sicurezza nei luoghi di lavoro. \nIl racconto prende avvio anche dalla storia di Luana D’Orazio\, la giovane operaia morta nel 2021 in una fabbrica tessile a Montemurlo\, per allargare poi lo sguardo alla prevenzione\, alla responsabilità e ai comportamenti quotidiani. \nTeatro e ironia per parlare di sicurezza sul lavoro\nQUANTO DURA UN SECONDO? non è una lezione tecnica e non sostituisce la formazione obbligatoria sulla sicurezza. \nIl teatro diventa invece uno strumento per avvicinare il pubblico al tema in modo immediato. Parola\, gesto e ironia trasformano concetti e numeri in un’esperienza condivisa\, capace di parlare alle emozioni oltre che alla ragione. \nL’obiettivo è stimolare una riflessione sulla cultura della sicurezza e della prevenzione\, lasciando immagini e pensieri che possano continuare a lavorare anche dopo la fine dello spettacolo.
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LOCATION:Sala della Musica Porto Tolle\, Via Giordano\, 3\, Porto Tolle\, RO\, 45018\, Italia
CATEGORIES:Grammofono Edizioni,OTTOBRE 2026,QUANTO DURA UN SECONDO?
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